È tempo di funghi, uno tra gli alimenti più depurativi a tavola

by Saverio Pepe

Poche calorie ma accompagnate da aminoacidi e sali minerali: così i funghi si presentano sulla tavola autunnale, con le loro capacità depurative e disintossicanti.

Sono una delle migliori fonti di fosforo di origine vegetale, elemento che agisce sul metabolismo stimolando l’eliminazione delle tossine,  favorendo l’equilibrio acido-alcalinico del sangue e aiutando il sistema digestivo a liberarsi dalle tossine.

Cucinati in modo light, sono un valido aiuto nelle diete, perché le loro fibre hanno un alto potere saziante che si manifesta nel primo tratto della digestione; contengono inoltre lisina e triptofano, due aminoacidi che sono carenti nei cereali o vengono comunque poco assorbiti da questo genere di alimenti e che favoriscono il lavoro della tiroide, così da mantenere alto il metabolismo e favorire la perdita di peso durante i regimi dimagranti.

Per le loro capacità depurative dovute al mix di fibre, acqua e sostanze salutari, i funghi sono particolarmente indicati quando ci sono eccessi di colesterolo ed acido urico, nonché nel sovrappeso con ipertensione. In particolare,  sono utili -soprattutto se consumati crudi- per contrastare il colesterolo, in quanto le cosiddette ceneri, sostanze non assorbite dall’organismo e contenute nelle fibre, agiscono da spugne contro il colesterolo cattivo. Crudi in insalata conditi con poco olio e aceto di mele, sono un potente antipasto dietetico.

Funghi depurativi Saverio Pepe

Nell’Antica Grecia, i funghi erano protagonisti del mito di Perseo. La leggenda narra che l’eroe, dopo un lungo viaggio, estrasse dal terreno un fungo dal quale sgorgò l’acqua di una sorgente sotterranea e decise di fondare lì una nuova città, ovvero Micene, dal greco mykes, fungo.

Per quanto deliziosi, i funghi possono essere anche molto pericolosi e lo sapevano bene già gli antichi Romani che, se da una parte li ritenevano “cibo reale” tanto da chiamare il prelibato ovulo col nome di Amanita Cesarea (degno di un imperatore), dall’altra li identificavano come simboli di morte. Da qui il termine latino fungus, ovvero portatore di morte.

 

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